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Sanità – Il caso dell’elisoccorso in Costiera Amalfitana: domande aperte su scelte e procedure. Intervenga il Ministero e la Regione.

Negli ultimi mesi il tema dell’elisoccorso in Costiera Amalfitana è tornato più volte al centro dell’attenzione pubblica. Articoli, post sui social e dichiarazioni ufficiali hanno raccontato una storia fatta di prontezza, spirito di servizio e decisioni presentate come risolutive per la sicurezza sanitaria del territorio. Tuttavia, quando si parla di emergenza, è necessario andare oltre la narrazione e soffermarsi sui fatti, sui documenti e sulle scelte concrete che incidono realmente sui tempi di soccorso.

Il punto di partenza resta il Decreto Dirigenziale n. 97 del 21 novembre 2023 della Regione Campania, con il quale viene approvato l’aggiornamento della rete delle elisuperfici utilizzate dal servizio di elisoccorso HEMS. Dalla lettura del decreto e del relativo allegato tecnico emerge che non vengono istituite nuove elisuperfici permanenti, né formalmente stabilite gerarchie rigide o priorità assolute tra i siti. Il provvedimento si limita ad approvare una rete tecnica di aree potenzialmente utilizzabili, demandando alle valutazioni operative del servizio HEMS le decisioni caso per caso, in funzione della sicurezza, delle condizioni ambientali e della rapidità del trasferimento verso le strutture sanitarie.

All’interno di questa rete compare anche il campo sportivo di Scala, insieme ad altri siti della Costiera Amalfitana, come il porto e il campo sportivo di Maiori, il pontile di Minori e altri approdi già noti e utilizzati nel tempo. In nessun punto del decreto regionale si afferma che Scala debba essere considerata un sito “preminente” o preferenziale rispetto agli altri. Ciononostante, tale definizione ha progressivamente trovato spazio nel dibattito pubblico, fino ad assumere, nel racconto mediatico, una centralità che non risulta espressamente contenuta negli atti regionali.

Analizzando le comunicazioni successive, emerge un passaggio particolarmente delicato. La scelta di indicare Scala come riferimento principale viene ricondotta a una segnalazione del cosiddetto Presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi. È tuttavia opportuno ricordare che tale organismo, come riportato anche dalle cronache degli ultimi giorni e da dichiarazioni del Sindaco di Atrani, non risulta previsto dall’ordinamento, non ha personalità giuridica e non produce atti amministrativi con valore istituzionale: il nulla cosmico. Si tratta di un luogo di confronto politico, non di un soggetto formalmente titolato a formulare presupposti istruttori o avanzare richieste in ambito sanitario. Ne consegue che, se l’organismo non esiste sul piano giuridico, non può esistere nemmeno la relativa carica di presidente o altro e di contro i documenti firmati non hanno valore. Questo aspetto solleva interrogativi sulla solidità e completezza del percorso che ha portato a valorizzare un sito rispetto ad altri.

Resta inoltre un ulteriore interrogativo che merita di essere posto. Nel documento sottoscritto dal dottor Galano (che oramai gira su tutti le chat e canali whatsApp) non risulta esplicitato se sia stata svolta una autonoma e documentata istruttoria tecnica volta a verificare l’effettiva sussistenza delle difficoltà di accesso al Presidio Ospedaliero di Castiglione, così come rappresentate dal sindaco di Cetara, dottor Della Monica e su proposta della sindaca di Scala come asserisce con un post su facebook. Tali valutazioni sembrano richiamare un ruolo riconducibile a un organismo privo di formale riconoscimento giuridico. È quindi legittimo chiedersi se tali affermazioni siano state oggetto di una verifica comparativa fondata su dati oggettivi e rilievi tecnici, oppure se siano state assunte come presupposto per individuare in modo preferenziale il campo sportivo “Antonio Mansi” di Scala, nonostante la maggiore distanza dal presidio ospedaliero e le probabili criticità operative che ne derivano in caso di maltempo, nebbia, ecc. come è successo: dove sembra che il sito è “preminente” anche d’inverno e in orari serali. In assenza di una istruttoria chiaramente esplicitata, il rischio è che una scelta che dovrebbe essere esclusivamente sanitaria e tecnica possa apparire come influenzata da valutazioni di altra natura: e qui ci si ferma.

In questo contesto si inserisce anche il ruolo di alcune figure pubbliche che hanno animato il dibattito. Tra queste, Ulisse Di Palma, medico cardiologo in servizio presso il Presidio Ospedaliero di Castiglione di Ravello e, al contempo, consigliere comunale a Ravello. Nei suoi interventi pubblici e nei post diffusi sui social, Di Palma ha espresso apprezzamenti nei confronti della sindaca di Scala, del sindaco di Cetara Della Monica e del referente per la sanità della Costiera Amalfitana Sindaco Andrea Reale, figura che non risulta investita di un ruolo istituzionale formalmente definito. Il linguaggio utilizzato appare in più passaggi connotato da elementi di valutazione politica. È quindi legittimo interrogarsi se, in una materia così delicata, la sovrapposizione tra il ruolo professionale sanitario e quello politico-amministrativo non possa incidere sulla percezione di neutralità che dovrebbe accompagnare ogni valutazione in ambito sanitario.

La dimensione politica della vicenda emerge in modo evidente anche leggendo i post e le prese di posizione del gruppo consiliare “Progetto Scala”, che, al contrario di una narrazione celebrativa, assume una posizione fortemente critica rispetto alla spettacolarizzazione di eventi che dovrebbero rientrare nella normalità dell’azione amministrativa e sanitaria. Nei loro interventi viene contestato l’uso di toni enfatici e la personalizzazione del soccorso, richiamando l’attenzione sul fatto che l’elisoccorso, l’apertura di un campo sportivo o l’accensione dei fari non rappresentano gesti eroici, ma doveri istituzionali e operativi che dovrebbero essere garantiti senza bisogno di rivendicazioni o esposizioni mediatiche. Una posizione che, pur muovendosi sul piano politico, richiama con forza l’esigenza di riportare il tema dell’emergenza sanitaria su un terreno di sobrietà, efficienza e rispetto per i ruoli tecnici, evitando che il soccorso diventi strumento di consenso, narrazione personale o politica.

Di segno critico, e improntate a una richiesta di maggiore rigore nelle scelte operative, sono anche le considerazioni espresse da Elvira D’Amato, consigliera comunale di minoranza del Comune di Maiori sui social: ha messo in discussione la decisione di privilegiare il campo sportivo di Scala, ritenendola difficilmente comprensibile se confrontata con la disponibilità di un’infrastruttura portuale ampia e logisticamente più favorevole come il porto di Maiori. La critica non assume toni campanilistici, ma pone una questione di metodo: a cosa servono regolamenti e delibere se, nelle situazioni di emergenza sanitaria, non si garantisce la soluzione più rapida e sicura per il cittadino. Viene inoltre richiamato il ruolo pubblico del demanio marittimo, che in caso di soccorso non può essere subordinato a concessioni o utilizzi ordinari, e la necessità di intervenire sulle eventuali attrezzature o ostacoli che possano impedire l’atterraggio in condizioni di sicurezza, perché nessuna scelta organizzativa può giustificare un aumento del rischio o una perdita di tempo quando è in gioco la vita delle persone.

Ed è proprio l’analisi dei tempi di percorrenza a rendere il quadro ancora più chiaro. I dati di Google Maps mostrano che dal molo di Amalfi al presidio ospedaliero occorrono mediamente scarsi cinque minuti, dal pontile di Minori circa sette e dal porto di Maiori circa nove. Il campo sportivo di Scala e Maiori, invece, richiedono mediamente quindici minuti di percorrenza. In un sistema di emergenza, dove ogni minuto può incidere in modo determinante sull’esito clinico, la vicinanza al presidio ospedaliero non può essere un elemento secondario.

A confermare che il sistema HEMS opera già in modo flessibile c’è anche la prassi documentata: un video pubblicato il 7 aprile 2025 dalla testata Il Vescovado mostra l’utilizzo del molo di Amalfi per operazioni di elisoccorso, a dimostrazione del fatto che, quando le condizioni lo consentono, vengono scelti i siti più funzionali e rapidi, indipendentemente dalle narrazioni consolidate.

Anche l’argomento del traffico sulla SS163, spesso richiamato per giustificare la preferenza per Scala, presenta evidenti incongruenze. Il Presidio Ospedaliero di Castiglione si trova lungo il percorso obbligato per raggiungere Scala: chi proviene da Amalfi, Atrani, Minori, Maiori, Conca dei Marini, Furore, Praiano e Positano transita comunque davanti all’ospedale prima di salire verso Scala che dista dall’ospedale oltre 6 km. Se il traffico rende difficoltoso raggiungere Castiglione, rende inevitabilmente ancora più difficoltoso proseguire oltre. Inoltre, numerosi interventi sono avvenuti in orari serali o notturni, quando il traffico è inesistente in tutta la costiera, senza che ciò abbia inciso sulla scelta del sito.

Alla luce di questi elementi, appare evidente che il tema dell’elisoccorso appare difficilmente riducibile a una questione di visibilità o di rivendicazione politica. La salute della salute richiede rigore, trasparenza e decisioni fondate su atti legittimi, istruttorie corrette, complete e dati verificabili. Fare chiarezza non significa ostacolare il servizio, ma rafforzarlo, riportando il confronto su un piano tecnico e istituzionale, lontano da ogni probabile strumentalizzazione.

In un sistema di emergenza sanitaria contano i minuti, non gli spot. Ed è proprio per questo che ogni scelta dovrebbe essere spiegata, motivata e sostenuta esclusivamente nell’interesse delle persone che, in quei momenti, affidano la propria vita all’efficienza del soccorso.

 

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lettera emergenza sanitaria per elisoccorso